HOLLLLAAAA & GRAAAACIAS FUERTEVENTURA!

It was definitely local slang to hear “Holllllaaaa” while entering every place on the island, I’m quite sure about this. The same for “Graciaaaaas”. Well, at least, they’re coherent with their welcoming mood! The very first thought that came to my mind while wandering through the territory was”Small Patagonia”. Never been there to the end of the world, but I easily imagined some similarities: Fuerteventura sounds as a frontier land, a land you could easily see with new pioneers searching for their Home. It’s euphemistic to use the adjectif “rough”: here it provides new different nuances to that word’s meaning. People say in seasons other than Summer, Fuerteventura displays and exhibits beautiful shades of green, and which give it a totally different look from all other places, more charming. The water may be warmer, and the wind may be milder. I trust them. But I didn’t need shades of green to fall in love with Fuerteventura, didn’t need any warm sensation while entering the Ocean, nor any day not swept by gusts of wind: I did enjoyed every single moment in Fuerteventura. It was so rewarding to see flocks of people walking in the middle of nothing, in the rocky desert, at the end of the day, followed by whole families and domestic animals, as if completely fulfilled by that awesome state of mind of a relaxing time. Without any danger around, any fears to meet dull or brainless folks along the path. Time goes at its own pace and people move at that pace: it’s a good circle of life. Maybe it’s due to those open wide horizons, to the low density of people per Km2, to the fact the island is the mirror of easy people that taking deep joy surfing and windsurfing, together with other sport activities. It’s easy. Fuerteventura has a smiling side on people and even the harshest place  looks familiar. The good things get over the bad ones.This is what I call a gifted place, so aptly expressed in a bumper sticker on a local surfer’s car: “Work Sucks, Go Surfing”. Power to the words.

Penso fosse sicuramente uno slang locale “Hollllaaa” che risuonava ovunque sull’isola, ne sono quasi sicura. Lo stesso per “Graaaciaaas”. Beh, perlomeno si dimostravano coerenti con il loro diffuso senso di benvenuto verso tutti. Le primissime parole che mi sono affiorate alla mente mentre girovagavo attraversavo il territorio, sono state: “Piccola Patagonia”. Non ci sono mai stata “alla fine del mondo”, ma ho visto diversi scatti: Fuerteventura ha proprio il mood della terra di frontiera, quella terra che ti figuri facilmente con quei pionieri in cerca del loro posto, della loro casa. E’ un eufemismo usare l’aggettivo “ruvido”: qui assume nuove ed esaltanti sfumature. Mi diceva qualcuno che in altri periodi dell’anno, l’isola mostra orgogliosa una fantastica sfumatura di verde, davvero bellissima, come se la trasformazione dovesse scusarla per il restante anno di secchezza e solitudine. L’acqua e’ piu’ calda, il vento si placa. Mi fido che sia cosi’. Ma non ho bisogno di vedere quella sfumatura di verde per innamorarmi di Fuerteventura, non ho bisogno di sentire calduccio quando entro nell’Oceano, non ho bisogno di evitare gli sbuffi violenti di vento: mi sono gustata ogni momento. E’ fantastico vedere tante persone camminare in mezzo al nulla, come nel deserto roccioso, al crepuscolo, con al seguito intere famiglie e animali domestici, completamente immersi in quel meraviglioso stato mentale di rilassamento e appagamento. Con nessun pericolo intorno, nessuna minaccia di qualche balordo nei dintorni o lungo il percorso. Il Tempo va del suo passo, la gente segue quel passo: e’ un cerchio virtuoso. Forse dipende dagli orizzonti aperti, dalla scarsa densita’ di persone, dal fatto che l’isola sia lo specchio in cui si riflettono persone “easy”, “impegnate” a surfare o in altre attivita’ sportive. E’ facile. C’e’ quel lato sorridente sulla gente, che si riflette su un territorio cosi’ duro, tanto da renderlo familiare. Gli aspetti positivi superano quelli negativi. Questo e’ quello che chiamo un “Posto Amico”. Che si sintetizza nel motto di un adesivo visto sulla macchina di un surfista: “Il lavoro fa Schifo. Andiamo a fare Surf”. Potere alle Parole.

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